Vite in apparenza
Vite in apparenza è un romanzo intenso, crudo e profondamente umano sul disagio contemporaneo, sulla fragilità maschile nascosta dietro il cinismo e sul sesso come illusione di libertà. Un viaggio lucido, sporco e senza filtri, dentro la mente di un uomo costantemente in bilico tra bisogno di indipendenza e bisogno d’amore.
La vita di Claudio Ventura sembra funzionare: un buon lavoro nel mondo della comunicazione, la convivenza con Eleonora e l’immagine rassicurante di un uomo maturo e realizzato. Eppure, dietro le abitudini quotidiane si accumulano tensioni sempre più destabilizzanti. In Innova Studio, Gianfranco Strada e Alberto Spina sembrano pronti a mettere in discussione il suo ruolo e il suo futuro, mentre Greta, collega e amante, trasformerà la loro relazione in un pericoloso intreccio di desiderio, gelosia e minacce. Inoltre, mosso da una curiosità che va oltre la ragione, si lascerà sedurre da Elisa e Monia, due studentesse universitarie che alimenteranno inquietudini e pulsioni difficili da governare. Ma ciò che lo tormenta davvero resta invisibile: Claudio soffre di insonnia cronica fin dall’infanzia. Il cuore accelera, le palpitazioni aumentano e la mente non trova pace. Quando quella fragilità smetterà di restare confinata alle ore notturne, tutto inizierà a sgretolarsi. Gli attacchi di panico lo trascineranno in un incubo ipocondriaco: i legami si logoreranno, le tentazioni eroderanno le certezze e le domande sul senso dell’esistenza diventeranno insostenibili.
Filippo Bontempo è nato a Venezia nel 1978 e vive a Mestre. Lavora nel settore delle risorse umane. Vite in apparenza è il suo romanzo d’esordio.