Vibrazioni
Il libro presenta una raccolta poetica di versi ambulanti tra l’Io e il Non-Io, tra il sé e il mondo intorno, scandito da sezioni che ne articolano l’insieme. In questa opera poetica, l’autrice, sulla scia di valenze sonore che caratterizzano il suo poetare, costruisce un diario dove si susseguono tematiche appartenenti a un ricco immaginario di rimandi autobiografici o a un altrove, denso di ricordi o richiami letterari come la tessitura di echi mitologici insieme a quelli della teologia sacra intrecciata al profano, o alle vibrazioni del nascere e i ritmi sensuali del tango, o lo scomporsi del mare che prelude all’aspetto, prodotto da una visione spesso alterata dell’autore, di luoghi noti o immaginari che vengono diversamente metabolizzati dal lettore. Questi, permeato da un insieme poetico di rilievo e dal gioco del tessuto fonico, dà luogo a un incontro con un mondo che lo conduce in un ailleurs di grande impatto emotivo, spingendolo a inoltrarsi, qualora ne sentirà l’esigenza, nell’al dilà dei versi, ‘oltre’ la poesia stessa.
Maria Cristina Faccanoni, nata a Cortina d’Ampezzo, trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra Cortina, Buenos Aires e Trieste. Ha seguito, parallelamente agli studi superiori e universitari, studi musicali nell’ambito vocale. Si è laureata presso l’Università di Ca’ Foscari di Venezia, città nella quale risiede tuttora. Ha lavorato nel settore linguistico sia nella Facoltà di Lingue e Letterature straniere che in quella di Economia. Ha pubblicato, oltre a testi specifici per l’insegnamento del francese in ambito universitario, testi di saggistica tra cui Djoumane, l’ultimo sogno di Mérimée (1989), di narrativa: Parole controvento, 70 random (2016), due romanzi gialli a carattere socio-antropologico, Interno algerino senza vista (2012) e Incroci algerin (2022), e una raccolta di poesie, tradotte in lingua slovena nella rivista 2000 Dvatisoč Leposlovije, trasmesse anche da radio Lubiana.